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Posts Tagged ‘lavoro’

Sono tornata da poco dalla consueta riunione di équipe settimanale, normalmente ne esco serena : si discute dei vari problemi incontrati nella settimana con gli ammalati e le loro famiglie ma, soprattutto, si mettono a nudo i propri sentimenti, le difficoltà incontrate, la tristezza per un lutto…E’ un bel momento di condivisione, dove tutti collaboriamo per lo stesso obiettivo.

Oggi, purtroppo, si è dovuto anche discutere di questioni burocratiche, economiche ed organizzative e allora…allora saltano un pò tutti gli schemi, ci si fa prendere dalla foga, dalla passione…

Io esco sempre provata da queste discussioni, forse hanno ragione a chiamarmi “romantica” ma io amo davvero  il mio

lavoro e questo, a volte, mi fa prendere un pò troppo le distanze dalla realtà e scontrarmi con le questioni più “terrene” mi procura grande disagio e tristezza.

Forse  mi faccio trascinare troppo dai sentimenti, forse dovrei mettere un pò da parte la  mia  sensibilità, forse…forse sono solo un pò stanca e domani vedrò le cose diversamente!

Mi regalo un fiore tutto per me!

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Oggi è una serata tranquilla.
Mia figlia non è rientrata da Torino per questo fine settimana ormai, dopo 4 anni di università, le sue amicizie sono lì, mio figlio è uscito con i suoi amici di sempre, mio marito è appisolato sul divano. E’ stanco in questo periodo, l’influenza non dà tregua e, per un medico di famiglia, c’è molto da fare.Fare il medico in un paese è diverso che in città, i pazienti si fidano solo del loro dottore e si crea così un rapporto familiare. Mio marito non avrebbe potuto fare altro, quello di vivere accanto ai suoi pazienti è il suo lavoro, gli anni in cui ha lavorato in ospedale era forse meno stanco ma molto meno appagato.
Io invece sono qui a scrivere, il fuoco scoppietta nel camino e manda un avvolgente calore, mi sento tranquilla. Non ringrazierò mai abbastanza Manuela per avermi consigliato di aprire un blog!
In fondo basta poco a sentirsi in pace!
…attimi di serenità!

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IL mio papà

Il mio papà non è più con me da 12 anni ma non è mai passato un giorno senza che io non lo pensassi.
Quando se n’è andato avevo 35 anni, un marito e due bimbi però mi sono chiesta tante volte perchè mi avesse lasciata così presto.
Il rapporto con lui è sempre stato bellissimo, però nei 5 anni della sua malattia si è verificato il prodigio di avvicinarci ancora di più, allora non capivo perchè ora lo so… l’avvicinarsi della morte accorcia tutti i tempi, con una persona che sta per andarsene non si fanno chiacchiere inutili : MAI!
Dopo la morte di papà mi sono rimessa in discussione. All’epoca lavoravo in un reparto di ostetricia, vedevo nascere molti bambini, passavo molte ore in sala parto , ero sempre a contatto con quel meraviglioso mistero che è la nascita però non ero più soddisfatta; sentivo di avere dentro tante cose da dare, sentivo di poter imparare ancora molte cose e così ho deciso di dedicarmi ai malati oncologici in fase terminale. Molte persone mi hanno dato della pazza ” ma come…dalla vita alla morte!” Già, proprio così, dalla felicità per una nuova vita al dolore per la morte…per me non è stato traumatico, ho sempre pensato che la vita sia un cerchio : inizia e termina nel punto in cui è iniziata. Mi viene in mente un proverbio che dice più o meno così :” quando sei nato tu piangevi e tutti intorno a te ridevano…vivi in modo che ,quando te ne andrai, tutti intorno a te piangeranno e tu potrai sorridere!” Giustissimo! Dopo anni di esperienza diretta accanto ai malati ora mi occupo della formazione dei volontari e dell’organizzazione dell’assistenza.Questo lavoro, che faccio ormai da 12 anni, mi ha dato e continua a darmi tanto.

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