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Posts Tagged ‘città’

Passato il periodo delle feste la città sembra rilassarsi : sono spariti i turisti, le persone affannate nei negozi, lo stress, la frenesia…

tutto riacquista la solita normalità, quella normalità che, a me personalmente, da tanta sicurezza e tranquillità.

Le luminarie del centro storico della città sono state spente, sono in attesa di essere magicamente riaccese la sera del 30 gennaio in occasione della millenaria fiera di S.Orso; allora la città sarà di nuovo in festa e le vie gremite di visitatori. Si potrà gustare il vino caldo nelle vie del borgo la sera della veglia e ammirare le opere degli scultori ma anche gli attrezzi costruiti dai contadini al tepore delle loro stalle….

Questo evento ha sempre un sapore un pò magico per la città e lo ha anche per me perchè ricordo gli anni in cui ero bimba e mi recavo alla fiera accompagnata dal mio papà, con lui mi sentivo al sicuro anche se ero piccola e c’era molta gente attorno a me.

Sapore di ricordi lontani , basta poco per farli tornare nel cuore e nella mente…

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Passati i due giorni di fiera la città ritorna alla normalità.

In città si è lavorato tutta la notte per ripulire tutto, per smontare i padiglioni, per ritirare i banchi degli artigiani e per ripristinare la consueta viabilità. Tutti i preparativi durano circa 2 settimane e in una nottata tutto viene smontato e risistemato.

E’ stata una bella fiera con un grande numero di visitatori ( circa 250.000 ) che, per una regione che ha in totale circa120.000 abitanti, è un bel numero!

Io ho fatto i miei soloti giretti dai “soliti” artigiani da cui, da diversi anni, acquisto qualcosa. La tradizione dice che porterà bene tutto l’anno comprare un oggetto alla fiera.

Quest’anno ho comprato la riproduzione di un vecchio gioco di legno, un ramo di frassino intrecciato con ciondoli a forma di passerotto, una “cornaille” cioè una mucca di legno, anche questo antico gioco valdostano, un bastone per girare la polenta e un “marchio” per il burro ( ogni famiglia ne aveva uno per imprimere i panetti di burro fatto negli alpeggi). Mi sono stati regalati, da due anziani pazienti di mio marito con 70 anni di fiere alle spalle, un mestolo di legno e un bellissimo piccolo cestino intrecciato a mano. Cari i nostri vecchi…aspettano la fiera tutto l’anno, lavorando nelle loro stalle o nelle loro cantine, scolpendo, intagliando, intrecciando come facevano 60/70 anni fa! Hanno gli occhi e le rughe che parlano questi anziani, i loro racconti sono pieni di poesia, io starei ore intere ad ascoltarli.

Chiaramente, accanto ai piccoli artigiani, ci sono gli scultori di professione che ogni anno espongono pezzi stupendi, di rara bellezza. Mi ha colpita particolarmente una scultura molto grande che rappresenta la fienagione ovvero il taglio e la raccolta del fieno durante la stagione estiva. Tutti i soggetti scolpiti parevano veri e con espressioni davvero “umane”, incredibile se si pensa che il tutto è scolpito su di un vecchio tronco di noce.

Devo dire che ho fatto anche un bel giretto nei padiglioni enogastronomici e, in barba al colesterolo, mi sono mangiata una bella coppetta di “fiocca” ovvero la panna montata, ma quella vera, quella di alpeggio…bella ricca e cremosa!

 ecco due classici oggetti : il galletto, simbolo della fiera e il ” tatà” classico gioco di legno

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Oggi è stata una giornata freddissima. Sin dalle prime ore del mattino soffiava un venticello leggero ma tagliente, la temperatura era abbondantemente sotto lo zero.
E’ sbucato anche un bel sole ma non è stato sufficiente a riscaldare l’aria.
Nel pomeriggio, dopo aver portato il giovanotto a passeggio, mio marito ed io siamo andati in centro per una passeggiate e per qualche compera di Natale.
E’ bella la mia città in questo periodo: il grande abete e la pista di pattinaggio nella piazza principale, il mercatino nei giardinetti, le luci in tutto il centro storico…è un’atmosfera davvero magica!
Abbiamo anche comperato un nuovo collare a Ralph, glielo abbiamo messo con la nuova medaglietta a forma di osso e lui, grande cagnone, girava tutto impettito e bastava dirgli :” ma che bel collare Ralph!” che lui scodinzolava felice.E’ proprio un cane molto affettuoso, sa farsi amare e regala tanto affetto.

Victor Hugo diceva : ” VOLGI GLI OCCHI ALLO SGUARDO DEL TUO CANE : PUOI AFFERMARE CHE NON HA UN’ANIMA? ”

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