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Ieri è mancato il papà di un mio vecchio compagno di scuola, un compagno con cui non ci siamo mai persi di vista e con il quale ultimamente, per via del mio lavoro accanto al papà ammalato, ci siamo frequentati più assiduamente.

Ai tempi delle scuole elementari eravamo molto amici lui, mio cugino ed io e, nel corso degli anni i nostri papà se ne sono andati…prima il mio, poi quello di mio cugino ( mio carissimo zio ) e infine, ieri, il papà di M. che  stringendomi in un forte abbraccio mi ha sussurrato in un orecchio ” quando perdiamo i nostri papà…ritorniamo bambini”.

E’ vero, in questi momenti di dolore chissà perchè tornano alla mente i momenti  passati, i ricordi di bambini che correvano  a giocare nel prato accanto alla scuola appena suonata la campanella, di bambini che il giovedì mangiavano gli gnocchi insieme, di bambini che ridevano per una schiocchezza  e che avevano l’animo sereno.

Ricordi dolci che aiutano a superare momenti di grande dolore…

ciao papà

ciao papà, oggi è la tua festa e ti regalo un mazzolino di genzianelle, i tuoi fiori preferiti…i fiori delle nostre montagne che tu tanto amavi!

passata la Fiera la città si è rilassata!

passato l’allegro vociare nelle vie, la folla di gente, l’odore di legno, i volti degli scultori, il profumo delle spezie del vin brulè e della polenta fumante…!

La città per due giorni è stata magica…per due giorni tutti ci dimentichiamo della frenesia e della modernità e ci immergiamo in un’atmosfera di altri tempi : questa è la Fiera di S.Orso che ci fa magicamente respirare sensazioni e sapori di tempi passati. Forse è questo il segreto della tradizione, forse è per questo che noi amiamo tanto questa manifestazione…

Passata la frenesia delle festività la città sembra volersi riposare : passate le allegre brigate di sciatori che di giorno affollavano le piste di sci e la sera le vie del centro storico, passato lo sfavillio delle vetrine luccicanti, passato il via vai della gente che correva e si affannava…

Per qualche settimana tutto pareva essersi addormentato e quietato fino a qualche giorno fa quando, all’improvviso, la città è tornata animatissima e frenetica in vista della prossima millenaria fiera di S.Orso.

La fiera è uno degli avvenimenti di maggior rilievo per la regione e allora ecco che, come per incanto , le vie del centro storico torneranno illuminate come nelle feste e in tutti i borghi ci sarà un gran brulicare di gente accorsa per vedere le splendide opere degli scultori professionisti e anche i piccoli manufatti che i contadini, nelle lunghe serate d’inverno, preparano al tepore delle loro baite.

La sera porterà tanta allegria con la tradizionale veglia dove, fra canti e balli, si tirerà all’alba bevendo vino caldo e tè.

La fiera di S.Orso a me mette molta allegria…adoro vedere le vie del centro brulicanti di persone, mi piace aggirarmi fra i banchi degli espositori per cercare un oggetto da comprare perchè la tradizione vuole che l’oggetto acquistato porterà fortuna e buon umore per tutto l’anno!

Per me la fiera segna un pò la fine del lungo inverno…

Quest’anno però questa sensazione pare non esserci perchè il clima è davvero rigido: da oltre 40 giorni la temperatura è abbondantemente sotto lo zero e la neve caduta è saldamente attaccata al suolo e ai prati…però io voglio continuare a vedere la fiera con gli occhi di quando ero bambina e, con la mia piccola mano stretta in quella forte e robusta del mio papà, mi aggiravo fra i banchi e annusavo il profumo di legno e di primavera e allora sì…allora credo che anche quest’anno il 31 gennaio finirà il lungo inverno!

befana

In questo ultimo periodo il tempo mi pare che scorra molto velocemente: le giornate si succedono velocemente e così le settimane e i mesi.

Ultimamente sono stata molto impegnata con il mio lavoro, ho avuto soddisfazioni e anche una delusione che forse ha un pò condizionato il mio umore e la mia serenità.

Mi spiego…credo molto nel mio lavoro e in quello che faccio, 15 anni fa ho abbandonato il mio lavoro certo e sicuro per buttarmi in un’avventura nuova per me…però sentivo che era il momento giusto per cambiare: 5 anni accanto a mio papà malato di tumore avevano fatto maturare in me la consapevolezza che il mio lavoro, nel reparto maternità dell’ospedale, non mi dava più grandi gratificazioni e che forse avrei potuto dare di più.

Così mi sono rimessa in discussione, ho frequentato corsi e aggiornamenti per dedicarmi alla cura delle persone alla fine della vita…e questo è diventato il mio lavoro.

Ora ho avuto un importante proposta per collaborare ad un progetto a cui io tengo molto…tutto bene…certo, però mi ha delusa molto il fatto che a richiedere la mia collaborazione siano state persone molto importanti certo, però, dentro di me, credevo, anzi speravo, che la proposta arrivasse da persone, molto meno influenti e importanti, con cui ho collaborato per molti anni, persone con cui sono cresciuta professionalmente e con cui per anni ho condiviso progetti, formazione, sogni, delusioni e molto altro…

Certo l’importante è che io sia stata chiamata a collaborare a questo progetto e che qualcuno abbia capito ed apprezzato il lavoro svolto da me nel corso degli anni, però…però questa indifferenza delle persone con cui ho condiviso molto e per molti anni, mi ha ferita.

Vorrà dire che con i nuovo anno mi butterò in questa nuova avventura e dimenticherò il resto!

Per il resto le feste sono passate in piena tranquillità, è stato un Natale sereno, all’insegna della famiglia. Certo la malinconia ogni tanto si è fatta sentire però il tempo passa e il ricordo dei Natali passati insieme a mio papà e ai miei figli piccoli deve essere un dolce ricordo conservato nel cuore e non fonte di tristezza.

Il nuovo anno l’ho festeggiato in casa: mio marito ed io da soli, come non succedeva da molti anni…quest’anno ( per problemi ed impegni vari) non ci siamo riuniti fra abitanti della frazione, come succedeva da parecchi anni, per cui ognuno ha festeggiato nella propria casa e a me è piaciuto davvero molto: una cena tranquilla, il panettone a mezzanotte e il fuoco che crepitava nel caminetto…ho davvero apprezzato questi momenti di grande serenità!

In questo periodo ho fatto grandi passeggiate con il mio cagnone nel bosco vicino casa; mi piace molto passeggiare nel tardo pomeriggio camminando sul sentiero che scricchiola sotto le scarpe per il gelo, mi piace scorgere, alla fioca luce dei lampioni , i rami ricoperti di neve brinata, mi piace assaporare l’odore del freddo e pensare che al mio ritorno troverò la fiamma del caminetto a riscaldarmi.

Non mi resta che augurare a tutti un felice  2010, che sia un anno davvero sereno per tutti.

il tempo che corre…

sono stata bonariamente ripresa da Appasionata per la mia assenza dal blog : è vero, è più di un mese che non scrivo ma questo è dovuto principalmente a mancanza di tempo e non di cattiva volontà!

Sono passati molti giorni e sono successe cose positive e no, cose belle e meno belle…

uno dei momenti più positivi di questo periodo è stata sicuramente la laurea di mia figlia, è stato un momento di grande emozione e lei è stata davvero bravissima…si è laureata con un bel 110 e lode, in corso e ora io spero che i suoi desideri siano soddisfatti perchè ha lavorato con tanta serietà e volontà per arrivare a questo traguardo!

Il “piccolo” dopo l’anno all’estero è ritornato più vicino a casa e, dopo un periodo di assestamento, ora lo vedo sereno e tranquillo.

Per il resto tutto procede nel tranquillo e rassicurante tran tran quotidiano.

Il tempo ci sta regalando uno splendido autunno con dei colori stupendi e tutti i giorni mi concedo lunghe passeggiate nel bosco con il mio cagnone.

Insieme esploriamo nuovi sentieri e calpestiamo il terreno unido che profuna di muschio e erba bagnata, insieme raccogliamo le noci  e le castagne cadute dagli alberi e ci divertiamo a sentire il rumore delle foglie secche che scricchiolano sotto le mie scarpe e le sue zampe….e quando ritorniamo verso casa io mi fermo incantata a guardare le alte montagne all’orizzonte che sono imbiancate sulla cima dalle prime nevicate.

E’ un paesaggio bellissimo che dà grande pace e serenità, sono piccoli momenti magici a cui non potrei mai rinunciare, sono i momenti in cui mi sento di appartenere a questa valle, a questo paesaggio, a queste montagne.