Questa mattina ho ricevuto una telefonata da una mia ex collega, mi chiedeva se potevo passare a trovarla perchè, avendo saputo del mio lavoro nell’ambito delle cure palliative ai malati terminali, voleva parlarmi di un suo problema personale.
Mi sono recata a casa sua e mi sono trovata di fronte una persona che ho riconosciuto solo dal sorriso; il suo corpo era irriconoscibile e trasformato dalla malattia, ho trovato Marisa molto dimagrita, il volto scavato, i capelli caduti per la chemioterapia…Ha iniziato a raccontarmi della sua malattia, delle lunghe cure, degli interventi chirurgici, delle recidive del male e dell’approssimarsi della morte…tutto con grande serenità e dignità, senza scomporsi mai se non per ripetermi, quasi ossessivamente, :” io non devo dare questa sofferenza ai miei cari…loro soffriranno troppo per colpa mia…” Devo dire che dopo 13 anni di lavoro accanto ai malati terminali so fare fronte a questo tipo di situazione, ma oggi mi sono sentita spesso spiazzata da tutta questa sofferenza. Forse perchè con Marisa ho condiviso tanti anni di lavoro in un reparto di maternità dove la nascita e la vita erano una costante delle nostre giornate e raramente si pensava alla morte…Non ho saputo darle molte risposte, forse lei non se le aspettava, ho potuto solo abbracciarla forte, tenerle la mano e sussurrarle che non sarà sola quando si avvicinirà per lei il momento del distacco.
E’ stato un incontro che mi ha lasciato dentro una grande tristezza ma la volontà di rivedere ancora Marisa nei prossimi giorni.
Un triste incontro
Gennaio 9, 2008 di OstinataMente





Mi spiace per Marisa e mi spiace anche per te. Mi auguro solo che la tua amica abbia accanto i famigliari per i quali si preoccupa. La tua umanità e la tua professionalità saranno di aiuto a Marisa, ne sono certa.
Grazie, spero di farcela, ce la metterò tutta per stare accanto a Marisa dandole tutto il supporto di cui ha bisogno.